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Alla scoperta del nostro “centro”

In questo articolo parliamo del “CORE”  che si traduce letteralmente in ‘torsolo’, ‘cilindro centrale’.

Il “centro”

Ci sono molte ‘definizioni’ di cosa coinvolge questa zona ma ci concentriamo su ciò che c’è fra il diaframma respiratorio e il diaframma pelvico  – pavimento pelvico – , quindi la zona viscerale, lombare ed addominale, sempre mantenendo una visione tridimensionale.

Esploriamo quest’area aiutati dalle conoscenze dell’anatomia e fisiologia, ma sempre in modo esperienziale, e osserveremo se conoscendo meglio questa parte profondamente ‘centrale’ di noi, avremo una maggiore capacità di esprimere il nostro senso di sé essenziale.

Il lavoro che faremo ci aiuterà a comprendere come entrare in relazione con la nostra autenticità.

autenticità

Authentikos – genuino – authenticus

αὐϑέντης  = Autore – che opera da sé

Authenteo – avere autorità – agire da sé medesimo

Autòs – egli stesso

Entòs- in, dentro

Un modo sempre disponibile per accedere alla parte più autentica di noi si chiama enterocezione: la capacità di percepire i segnali che arrivano dal corpo  – fame, sete, freddo, caldo, dolore, sonno, e le nostre emozioni.
E’ un’abilità che fa parte dei sistemi di ‘monitoraggio’ del sistema nervoso, insieme alla propriocezione  – la percezione di dove siamo nello spazio – e la esterocezione  -la percezione dei segnali che arrivano dall’esterno del corpo .

Questi sistemi sono collegati naturalmente e comunicano fra di loro: lavorano insieme per costruire il senso di chi siamo, come e dove stiamo, ma i colpi della vita  – traumi, malattie, anche semplicemente il sedentarismo! –  possono alterare la funzionalità di questi sistemi di percezione.

Le alterazioni delle nostre percezioni hanno effetti profondi su come abitiamo il corpo, e come ci esprimiamo nel mondo.

La pratica del movimento consapevole – yoga, qigong, mindful movement – è un modo efficace per invitare un’esperienza ‘enterocettiva’, dove entriamo in relazione con il corpo nel momento presente del qui ed ora. Sentire i segnali che arrivano dal corpo in modo accurato ci dà la possibilità di scegliere cosa desideriamo fare a base di questi segnali. Per esempio un asana più distesa e abbandonata invece che “attiva” o semplicemente un momento di “pausa” invece di muoverci sul tappetino!

Migliorando l’enterocezione possiamo adattare la pratica a noi, e non viceversa, ed entrare sempre più in contatto con la realtà del momento presente in modo autentico e calmo.

Non sarà un caso che nelle culture e tradizioni orientali, troviamo in questa zona centrale i centri del sé autentico   – il chakra Manipura nello yoga, il Dantian nella fisiologia dell’ antica medicina cinese…



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